
Guardando questa Italia piuttosta moscia è facile per i detrattori di Marcello Lippi aprire i due argomenti principali legati alla Nazionale e cioè: Antonio Cassano e gli Oriundi; sul primo abbiamo già scritto molto, sul secondo caso meno. Nel mondo ci sono infatti moltissime persone di origine Italiana ed in sudamerica in particolare è stata terra che ha ospitato moltissimi connazionali, l’Argentina in primisi e il Brasile poi continuano quindi a proporre giocatori di calcio di alto livello, con il doppio passaporto. Per citarne qualcuno: Thiago Motta, Ledesma, Taddei ma anche Amauri e Jeda che aspettano ancora di averlo.
Alla candidatura di Motta Lippi ha risposto:
«È molto bello che giocatori non nati da noi si sentano italiani e aspirino alla nostra Nazionale. È già capitato con Taddei, Ledesma e ora Thiago Motta: tutti giocatori competitivi. Legittima la loro aspirazione, ma per il momento non c’è la volontà di portare tanti oriundi in azzurro. I programmi sono diversi».
Concetto ribadito qualche tempo dopo:
«Thiago Motta sogna una maglia azzurra? Messaggi mi sono arrivati anche da Ledesma e Taddei. Ringrazio, ma non sono strade che, per il momento, intendo percorrere».
Le porte per questi giocatori sembrano quindi chiuse, per Amauri si farà un eccezzione poichè secondo il pensiero del ct della Nazionale è un giocatore che sarà fondamentale per un Italia a cui manca un vero bomber di peso, per gli altri nessuna eccezzione. Secondo me, è legittimo che un allenatore faccia le sue scelte come meglio crede ma le motivazioni adotte mi sembrano fuori luogo, chi ha il passaporto Italiano è cittadino Italiano, quindi non ci si deve porre più il problema che sono oriundi, senza scomodare la costituzione che prevede pari opportunità per tutti i cittadini Italiani, Lippi in sostanza dovrebbe utilizzare solo motivazioni tecniche. La Federazione secondo le parole di Abete ha dato piena libertà al ct sulla questione “oriundi”, quindi scarica su Lippi ogni responsabilità sul tema in questione.
Tornando a Thiago Motta bisogna raccontare un pochino la sua storia, lui come ha spiegato in diverse interviste ha sangue Veneto, ha la cittadinanza Italiana da quando ancora giocava in Brasile, ha vestito effettivamente la casacca verdeoro ma soltanto nelle selezioni giovanili, fatto assolutamente normale visto che è cresciuto in Brasile e che non gli esclude la possibilità di giocare per una Nazionale differente, non avendo collezzionato neppure una presenza con la Nazionale maggiore carioca. Motta come dicevamo ha evidenti origini Italiane, calcisticamente è arrivato in Europa a 19 anni, nel 1999 lo comprò il Barcellona e diventò in poco tempo uno dei giocatori simboli, titolare e protagonista con i blaugrana. La sfortuna vuole che nel 2004 subì un grave infortunio ai legamenti del ginocchio destro, compromettendone la sua carriera, infatti visto il poco spazio che riuscì a ritagliarsi dopo l’infortunio decise nel 2007 di trasferirsi all’Atletico Madrid dove ebbe il suo secondo grave incidente, rompendosi il menisco dell’altro ginocchio.
A fine stagioneil giocatore si svincola, Motta è considerato un giocatore dal fisico troppo fragile, i due infortuni ad entrambe le ginocchia fanno pensare ad una carriera finita, almeno a livello agonistico. Il Genoa però crede in lui e gli offre un quadriennale e Motta con una grande stagione, in una squadra ben allenata da Gasperini e grazie a compagni come Milito, si propone come uno dei trascinatori della squadra rossoblù, belle giocate, goal importanti e quinto posto in classifico agguantato e storica qualifacazione alla nuova Coppa uefa per i Grifoni dopo tanti anni di sofferenza. Thiago Motta viene quindi acquistato dall’Inter in questa stagione, nella quale va subito in rete nel derby contro il Milan, dimostrando di essere quel campione che avevamo conosciuto a Barcellona e che adesso a 27 anni può ancora dire moltissimo nel calcio che conta e magari nella nostra Nazionale. Vediamo cosa dice lui su una possibile convocazione in Azzurro:
«Io ho sangue italiano e chiedo semplicemente di essere considerato in corsa per un posto in azzurro. Il passaporto ce l’ho da sempre, prima ancora di arrivare in Europa. Non voglio regali, la convocazione vorrò guadagnarmela sul campo».
Aggiungendo poi:
«Essere convocati in azzurro sarebbe un onore perché quella italiana è una grandissima Nazionale, che ha vinto quattro mondiali. Mi piacciono il colore e la storia dell’Italia, ma è difficile: nel mio ruolo ci sono giocatori buonissimi. Io devo pensare a fare bene, quello che viene dopo sarà la conseguenza del lavoro fatto qui».
La candidatura di Thiago Motta è stata quindi netta e precisa, ha usato delle belle parole per l’Italia e a differenza di Amauri ha fatto una scelta chiara, senza tergiversare. La verità come scrive anche Lastampa è che un giocatore così sarebbe davvero utile e soprattutto ha tutte le carte in regola per fare parte della nostra Nazionale che giocherà i Mondiali 2010 di Sudafrica, commentate inoltre l’ articolo, mi raccomando.
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