
E’ il mondiale delle “notti magiche”, dell’italia rimessa a nuovo per la kermesse più importante del mondo del calcio: stadi nuovi (Torino, Bari…), infrastrutture, impianti…… Si vuole dare l’idea di un paese efficiente, moderno e appassionato a questo magnifico sport. Negli occhi di tutti i tifosi del mondo rimarrà l’immagine dello stadio Olimpico, che per ogni partita degli azzurri presentava un tripudio di bandiere e di colori.
Il commissario tecnico è Azeglio Vicini (che ha sostituito il grande Bearzot), la squadra è giovane, mostra un buon calcio e regala speranze ai tifosi. L’esordio è con l’Austria: l’italia attacca, costruisce, ma non finalizza. Vicini toglie Carnevale (attaccante titolare) ed inserisce Totò Schillaci: è la svolta! Schillaci segna e superiamo gli austriaci, ma soprattutto segnerà in maniera indelebile i mondiali per gli azzurri. Seconda partita contro gli States: rigore di Giannini e statunitensi liquidati. Terza partita contro i cecoslovacchi: gli azzurri tornano a macinare gioco e oltre a Schillaci (passato in pochi anni dal Palermo alla Juve, fino alla nazionale) realizza un gol Roberto Baggio.
La nazionale azzurra appare lanciatissima: molti cominciano a pensare alla vittoria finale, sostenuti dal fatto che la nostra squadra gioca quasi a memoria, ha trovato un bomber micidiale e abbiamo il vantaggio di giocare in casa. Agli ottavi maciniamo l’Uruguay (2-0 Schillaci e Serena i marcatori), poi tocca all’Irlanda affrontare la “corazzata” italia. Schillaci è micidiale: segna ancora e ci regala la semifinale con l’argentina. La semifinale si gioca al San Paolo di Napoli ed il tifo, pur essendo totalmente a favore degli azzurri è meno caldo rispetto a quello dell’Olimpico: Maradona è l’idolo della città e il pubblico è diviso nell’amore alla nazionale e al pibe de oro. Al 17′ segna ancora l’incontenibile Totò Schillaci, ma gli azzurri non riescono a resistere fino al novantesimo: occasioni fallite, sospiri di sollievo quando Maradona viene fermato, ed infine il gol di Caniggia (con la pesante complicità di Ferri e Zenga). Si va ai supplementari, poi alla lotteria dei rigori: per noi sbagliano Donadoni (migliore in campo) e Serena…….. siamo fuori senza aver mai perso una partita, subendo un solo gol (quello di Caniggia). Chiudiamo il mondiale vincendo la finalina a Bari contro l’inghilterra, mentre la Germania si aggiudica la finale con un gol su rigore. Si chiudono così i mondiali di casa, con molti rimpianti e grande rammarico: la nostra squadra aveva tutti i numeri per vincere il titolo, ma la fortuna non era, evidentemente, dalla nostra parte.
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